The Clouds Blog

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Friday 21 December 2012

CROWDSOURCING ART, OPERA CORALE QUANDO L'ARTISTA DIVENTA FOLLA di Marco Deseriis

CHE il crowdsourcing sia un'arte, non v'è dubbio. Ma che possa essere un medium per fare arte è un dato certamente nuovo e sorprendente. Coniato nel 2006 dal giornalista di Wired Jeff Howe, il neologismo nasce dall'unione dei termini crowd (gente comune) e outsourcing (esternalizzare un'attività produttiva). Un buon crowdsourcer, che sia un manager, un politico, o un'analista militare, deve sapere assegnare ai suoi collaboratori dei compiti precisi, per poi creare un mosaico in cui

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Friday 21 September 2012

Numero 45 - Settembre 2012

Numero 45 - Settembre 2012

in questo numero Roberta Gandolfi con un'intensa recensione del testo critico di Nicolas Bourriaud L'arte Relazionale, mette in evidenza come le arti procedano spesso in canali separati cosicché nel nostro caso l'autore dell'eccellente scritto non menziona mai il teatro che pure in questi anni dell'arte relazionale è stato spesso interprete e sperimentatore. Sempre Roberta Gandolfi ci porta a seguirla nelle impressioni che due mostre di arte relazionale le hanno lasciato, per un lato nel ventre del Leviathan di Anish Kapoor e per l'altro come testimone di un'azione per The Abramovic Method. Come sempre buona lettura e non risparmiatci dei vostri feedback

indice:

  • L'estetica relazionale e il teatro, a cura di Roberta Gandolfi
  • L'estetica relazionale secondo Nicolas Bourriaud
  • Essere insieme: Leviatha ndi Anish Kappor (Parigi 2011)
  • The Abramovic Method, una mostra di Marina Abramovic (Milano 2012)

e qui la possibilità download

45numeroquarantacinque.pdf

o la lettura a seguire dei singoli articoli

buon tutto per la redazione giorgio degasperi

L'ESTETICA RELAZIONALE E IL TEATRO di Roberta Gandolfi

Da ormai un decennio sono entrati in voga nei linguaggi dell’arte contemporanea concetti riguardanti l’arte transitiva, partecipatoria e relazionale. E’ sorprendente come il ricco dibattito che si è sviluppato non abbia per niente intercettato il campo delle pratiche teatrali, che pure si sono mosse lungo binari di sperimentazione analoghi . Il dialogo fra le sponde dell’arte visiva e quelle dell’arte teatrale ha bisogno di farsi più fitto: tale intento muove questo numero di “The Clouds”.

Recensisco dunque, per prima cosa,  il primo atto di questo dibattito,  il volumetto ormai classico di Nicolas Bourriaud , Estetica relazionale (scritto nel  1998,  è uscito in traduzione  italiana nel 2010 per l’editore Postmedia) interrogando  la sua pertinenza rispetto al teatro. Poi racconto in soggettiva due installazioni interattive che ho visitato di recente,  l’una creata da Anish Kappor e l’altra da Marina Abramovic.

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ESSERE INSIEME: Leviathan di Anish Kappor (Parigi 2011)

La nostra è una cultura dell'interattività che pone la transitività dell'oggetto culturale come fatto compiuto. “La partecipazione dello spettatore, teorizzata dagli happenings e dalle performance fluxus, è diventata una costante (ndr: anche) della pratica artistica”, scrive Bourriaud; e afferma che l’arte contemporanea cerca “di reinvestire l’idea del plurale, inventare modi d’essere insieme, forme d’interazione che vadano al di là della fatalità delle famiglie, dei ghetti della tecno-convivialità e delle istituzioni collettive che ci vengono proposte”. Leggendo Bourriad ho ripensato a due installazioni che ho visitato nell’ultimo anno.

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THE ABRAMOVIC METHOD, una mostra di Marina Abramovic (Milano 2012)

L’altro evento di arte transitiva che ho visitato di recente mi ha lasciato al contrario fortemente perplessa. Era una installazione interattiva ideata da Marina Abramovic (la più nota esponente della performance art, il genere contemporaneo che si colloca esattamente al confine fra arti visive e teatro) per la mostra milanese della scorsa primavera al Pac di Milano: The Abramovic Method, quando il pubblico diventa performance.

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Thursday 21 June 2012

Numero 44 - Giugno 2012

Numero 44 - giugno 2012

in questo numero i dubbi di giorgio degasperi intorno alla figura dell'artista nel tempo del cambio del paradigma comunicativo, nelle pagine centrali due cronache: il muro dei desideri opera interattiva della cino americana Candy Chang e la prima squadra di calcio gestita dai tifosi on line (lorenzo vendemiale), in ultima pagina invece giulia belardelli ci racconta come sia venuto il tempo dei templari del web in una visione che accellera ancora una volta il ritmo di cambio della società globalizzata.

indice:

  • Punto e Capo / Giorgio Degasperi
  • Scrivi qui l'ultimo desiderio prima di morire / redazione La Stampa
  • I tifosi diventano dirigenti / Lorenzo Vendemiale
  • I sette Templari del web / Giulia Belardelli

e qui la possibilità download

44numeroquarantaquattro.pdf

o la lettura a seguire dei singoli articoli con lo spazio ai vostri commenti buon tutto per la redazione giorgio degasperi

PUNTO E CAPO di Giorgio Degasperi

inizierei con un modo di dire: “il capitano che va alla battaglia 5 metri avanti alla truppa è un eroe, il capitano che va alla battaglia 50 metri avanti alla truppa è un prigioniero”. quando mi è stato citato questo motto mi sono sentito pienamente dentro il dilemma: eroe o prigioniero? Sono molti anni che mi dedico, per fortuna non totalmente da solo, ad un arte transitiva, e dunque partecipatoria, rituale, comunitaria, nella piena convinzione che

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SCRIVI QUI L'ULTIMO DESIDERIO PRIMA DI MORIRE

Scalare gli Appalachi», «porre fine al razzismo», «sposarmi con l’uomo giusto», «dar da mangiare a un elefante», «andare a Roma», «finire di vedere Ironman», «far crescere mio figlio»: sono alcune delle oltre 25 mila risposte che centinaia di persone residenti in 12 città di sette diverse nazioni hanno scritto con il gesso su grandi lavagne-pareti create da Candy Chang, la trentenne «urban artist» sinoamericana convinta di poter creare in questa maniera una nuova dimensione del villaggio globale.

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I TIFOSI DIVENTANO DIRIGENTI di Lorenzo Vendemiale

Il caso di Asd Ultrattivi ad Altamura, dove l'intero controllo della squadra è affidata agli ultras. "Questa non è una semplice squadra di calcio – spiega uno dei presidenti della società – ma una diversa visione dello sport, alimentata dalla fantasia e dall'aggregazione spontanea"

Gestire la propria squadra del cuore: intervenire nelle strategie del calciomercato, seguire gli allenamenti, parlare quotidianamente con i propri beniamini, e poi al giovedì fare la formazione per la partita decisiva. E’ il sogno di ogni appassionato di calcio, inutile negarlo. E adesso è realtà, senza più ricorrere a surrogati come giochi manageriali su pc o fantacalcio: ad Altamura – cittadina in provincia di Bari, famosa per il suo pane –, dove nel 2009 è nata l’Asd Ultrattivi Altamura

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I SETTE TEMPLARI DEL WEB di Giulia Berardelli

Sono esperti internazionali di informatica e sicurezza cui è stato affidato il compito di riavviare il Web in caso di attacchi terroristici. Ognuno ha un frammento della chiave segreta.

La loro missione sarà "proteggere Internet in caso di attacchi terroristici o calamità mondiali". Sono un manipolo di sette uomini sparsi per il globo, dalla Cina al Canada, cui recentemente è stato affidato il ruolo di Templari della Rete. Se la peggiore delle ipotesi - un hackeraggio totale di internet - dovesse verificarsi, almeno in cinque dovranno riuscire a raggiungere gli Stati Uniti per ricomporre il "codice segreto" con cui far ripartire la Root Zone, il cuore del sistema DNS (Domain Name System) che collega ogni terminale a un indirizzo IP.

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