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N° 47 - Marzo 2013

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Thursday 21 March 2013

ULTIMA EDIZIONE

in questo numero si parte da un articolo di giorgio degasperi dedicato al ruolo dell'artista e dell'arte dopo un secolo di scoperte scientifiche che dovrebbero mutare lo stato delle cose tanto da renderle irriconoscibili, o è solo un'illusione? nella pagina centrale un'eperienza che proprio a questo mutamento antropologico da rilevanza, il Dran-Theatron di giulio nava e in conclusione un ulteriore provocazione a riflettere sull'intrinseco rapporto tra paradigmi filosofico-scientifici per la penna di franco rattico

indice:

  • Artisti, gli illusi del tempo / Giorgio Degasperi
  • Dran-Theatron, la relazione attore-spettatore / Giulio Nava
  • Matematici, anzi Maghi / Franco Rattico

e qui la possibilità download

47numeroquarantasette.pdf

o la lettura a seguire dei singoli articoli
buon tutto
per la redazione
giorgio degasperi

ARTISTI, GLI ILLUSI DEL TEMPO di Giorgio Degasperi

Posso dire che mi sono messo a disposizione di un’intuizione. Mi sono fatto portavoce, con la presunzione di riuscirvi, dello spirito del tempo. Che mi sono aggrappato al teatro, l’unica delle arti immune alla perdita dell’aura nell’epoca della riproducibilità. E che ho tentato, caparbio, di “salvare” il teatro dalla sua lenta dissoluzione in un processo di musealizzazione (vedi cos’è toccato all’Opera Lirica). Per questo ho ricercato le vie per cui il teatro si rigenera e nel far ciò ho dovuto tradirlo,

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DRAN-THEATRON, la relazione attore-spettatore di Giulio Nava

Lo spettatore è generalmente considerato come colui che fruisce in modo non costruttivo del prodotto teatrale. Questa posizione, non certo univoca anche se dominante, è stata oggetto negli ultimi trent'anni di profonde lacerazioni e discutibili esperimenti. L'eredità di quel teatro che concepiva lo spettatore come soggetto artefice e parte in causa della creazione artistica è frutto degli

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MATEMATICI, ANZI MAGHI DI Franco Rattico

C’è un sospetto che a molti bacchettoni dell’Accademia Scientifica può apparire blasfemo o quantomeno fastidioso; che cioè le radici del moderno approccio matematico e scientifico al reale siano nate, più che da un’improvvisa esplosione di razionalità, dall’oscuro ambiguo terreno della magia cinquecentesca, dell’esoterismo, della cabala, dell’ermetismo neo platonico rinascimentale. È un sospetto che un dotto libro di Frances A. Yates (la storica britannica autrice del celebre Giordano Bruno e la tradizione ermetica), dedicato in gran parte al contesto ideale e culturale da cui tra il cinque e il seicento nacque in Inghilterra

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